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venerdì 28 settembre 2012

forno primitivo per la cottura della ceramica

{il forno di carta}
el horno de papel
the paper kiln

La scorsa estate ho avuto il piacere di essere ospite per un weekend della contessa Maria Luisa Zanardi Landi, presso la sua splendida e antichissima dimora nel borgo medievale di Sarmato. Maria Luisa è una ceramista appassionata e nell'incantevole cornice del suo giardino, accanto ai laboratori, abbiamo costruito un forno di carta per la cottura primitiva di alcuni pezzi ceramici. 
Ho imparato a costruire forni primitivi in Spagna, 15 anni fa, nel corso di un'esperienza di gruppo indimenticabile, in un'atmosfera da veri selvaggi all'origine dei tempi, e da allora la ritualità dell'evento, l'attesa trepida dei risultati, l'impronta imprevedibile delle lingue di fuoco sulla ceramica non hanno perso ancora per me il loro incanto. 
E' stato bellissimo ritrovarmi a farlo, a distanza di anni, ancora con Marisa, mia maestra di ceramica e di vita e amica cara!



I pezzi ceramici asciugano al sole...



Si prepara il materiale: tanta barbottina, 
molti giornali e legna da ardere.


La base.


Sistemiamo i pezzi ceramici sulla griglia.


Aggiungiamo legna.


Il cono di legna è quasi pronto.


Mescoliamo la barbottina.



E' il momento di sporcarsi le mani!



Dopo un paio di ore il forno è pronto.


Marisa intenta ad accendere...


La prima fumata! :)


Ehi, funziona!!!


E' ora di dare un'occhiata in giro...


...e di rilassarsi tra questo terapeutico verde


godendosi la vita! Senza perdere di vista il forno... 
è lì in fondo a sinistra.



Il laboratorio di decorazione di Maria Luisa. 


Dopo molte ore il forno fuma ancora ed è parzialmente asciutto.


Dopo 24 ore... fuma ancora. Bene.


E infine basta un piccolo calcio 
per aprire un foro...


E' un momento magico. E' ancora caldissimo ma 
non si resiste alla tentazione di dare una sbirciata all'interno.


Allarghiamo il foro e...


...procediamo all'estrazione dei pezzi. 



Che emozione.



giovedì 15 marzo 2012

quasi tre

{quasi tre}

per Ema, Max ed Isa






dai non guardatemi così...


Lo so che a disegnare i piedi sono una schiappa! 

Però è piaciuto molto. :)

venerdì 3 febbraio 2012

TiDi bibi

{TiDi} 
è un diario terapeutico

Cos'è un diario terapeutico? Un notebook sul quale si annota, si scrive, si scarabocchia, si sogna, si dipinge, si incolla, si collezionano frammenti di vita, monetine, conchiglie, biglietti del treno, del museo, dello spettacolo, scontrini, foto, ritagli di giornale, ricette, citazioni, poesie, foglie, biglietti di auguri, idee, ispirazioni, incontri, frasi colte al volo, voli della mente, mentine scadute, scadenze dimenticate, ricordi rammentati, rammendi disfatti, fatti, misfatti, fatture, spilloni e riti woodoo. Insomma, tutto quello che volete metterci.
Un TiDi è senza regole, va riempito a caso, senza tener conto di cronologie, spazi e possibili critiche. Un TiDi è personale e nulla di quello che vi viene riportato è destinato MAI ad essere letto, sfogliato o visto da altri, per cui garantisce una assoluta LIBERTà DI ESPRESSIONE, priva da condizionamenti. Non è necessario nemmeno osservare le regole grammaticali, lo si può scrivere in urdu a caratteri cirillici o in dialetto agropontino con l'alfabeto arabo; non è necessario completare le frasi o i pensieri, potete lasciarlo a metà e riprenderlo solo quando ne avrete voglia; non è necessario che sia a tutti i costi propositivo, gioioso o intelligente. Versatevi anzi dentro tutto quello che vi opprime, vi deprime, vi fa arrabbiare e vi amareggia. Succederà solo all'inizio, poi pian piano diventerà la vostra serra privata e vi sbocceranno fiori che non immaginavate. 
Vi capiterà di avere voglia di scrivere e di "non avere l'ispirazione": nessun problema, cominciate semplicemente descrivendo quello che avete intorno o le cose più banali che avete fatto in quel giorno qualunque; man mano vi si aprirà la mente e non vorrete richiuderlo. E' come aprire il proprio rubinetto creativo: dapprima sgorgherà acqua sporca, poi tenderete a mettere in ordine le vostre idee, aspirazioni, ispirazioni e ne nasceranno liste di desideri, determinazioni, buoni propositi, che sono il primo passo verso ciò che vogliamo diventare, o meglio, essere: noi stessi. Acqua cristallina.

Come per molte altre idee, anche per il TiDi l'ispirazione mi è arrivata da mia sorella D., che ne ha letto su un manuale scritto da un'americana che tiene anche "lezioni di compilazione del diario terapeutico" per gli artisti a corto di ispirazione in qualche università americana. A me sembra un pò in antitesi con l'idea stessa di diario terapeutico... ma l'umanità è piena di contraddizioni!!! :)))

Insomma, il TiDi nasce così. Il piatto di copertina superiore è realizzato in ceramica smaltata, dipinta e decorata a mano, quello inferiore è in cartoncino ricoperto di carta nepalese fabbricata e stampata a mano. La legatura è copta, uno dei primissimi sistemi di rilegatura del libro, risalente al II secolo d.C. All'interno, sei fascicoli, ciascuno di 48 pagine di carta bianca raccolte da un cartoncino più robusto.



















Se volete saperne di più (corsi e TiDi personalizzati): bibicosimo@libero.it

{Anche TiDi, come tutte le altre mie creazioni, è frutto della mia passione, della mia ricerca, della mia esperienza, delle mie sperimentazioni, della mia curiosità, della mia fatica, della mia fantasia e del mio amore. Vi chiedo pertanto di NON COPIARE. Rispettate il mio lavoro come io rispetto il vostro. Potete condividere il link indicando sempre la fonte, ma mai appropriarvi delle mie idee e delle mie fotografie.}
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